GERD

gerd Grand Ethiopian RENAISSANCE Dam il sogno di una nazione

gerd Grand Ethiopian RENAISSANCE Dam il sogno di una nazione

indice PREFAZIONE 10 Pietro Salini GERD: acqua che diventa energia, sviluppo e futuro CAPITOLO 1 18 GERD La diga del rinascimento etiope CAPITOLO 2 34 GERD Oltre l’impossibile CAPITOLO 3 72 Sulle spalle degli uomini CAPITOLO 4 92 Ai confini del mondo CAPITOLO 5 112 Webuild in Etiopia 70 anni al servizio del Paese

• Uno dei due ponti sul Nilo Azzurro e sullo sfondo la diga principale

• La diga principale

• Sfioratore della diga principale

WEBUILD | IL SOGNO DI UNA NAZIONE PREFAZIONE | 11 tre centrali nucleari messe insieme, e che rappresenta un valore immenso per una grande nazione di quasi 130 milioni di persone. In quella calda giornata nei pressi del lago Tana, immaginare una diga da oltre dieci milioni di metri cubi di calcestruzzo, un lago artificiale lungo oltre 170 chilometri e una centrale elettrica capace di raddoppiare la produzione energetica di uno stato, era una sfida per la fantasia prima ancora che per l’ingegno. Ma proprio la fantasia è l’attitudine necessaria per chi vive di visioni ed è abituato ad abitare il futuro, prima ancora del presente. GERD, la diga del rinascimento etiope, nasce da una visione: quella del governo di uno dei paesi più popolosi dell’Africa che ha scelto di utilizzare al meglio le sue risorse naturali al fine di produrre energia e sviluppo. E infatti la Grand Ethiopian Renaissance Dam non è soltanto il più grande progetto idroelettrico d’Africa, ma il simbolo concreto di come ingegno, coraggio e visione possano trasformare il destino di un Paese. GERD è energia che scorre, è luce che accende case, scuole e fabbriche, è un volano per la crescita economica e sociale dell’Etiopia e di tutta l’Africa orientale. Quel giorno è ancora oggi impresso nella mia memoria. Ero vicino al lago Tana, dove avevamo costruito il Beles Multipurpose Project, un impianto idroelettrico davvero importante per l’Etiopia, così come molti altri realizzati negli anni. Insieme a me, l’allora Primo Ministro etiope, Meles Zenawi, un politico di grandi visioni con il quale avevamo immaginato, progettato e costruito già molte opere importanti per l’Etiopia. Ad un tratto il Presidente Meles si bloccò e mi disse: «Ho un sogno per questo Paese: usare l’acqua di tutti i suoi fiumi per farne il nostro petrolio, una fonte inesauribile di energia pulita capace di far crescere qui grandi industrie, di dare luce a tutte le case, e un futuro a tutti i giovani. Per questo vorrei realizzare una grande opera sul Nilo, un’opera unica e straordinaria. Voi quanto ci mettereste a progettarla?». Era una sera splendida e calda, e in quel momento nasceva il GERD, il sogno di una nazione. Poco più di un anno dopo Meles Zenawi morì, ma un altro grande uomo, un altro grande amico, il Primo Ministro Abiy Ahmed Ali, ne sposò la visione. Superando tutte le difficoltà riuscì a sostenere e far realizzare quell’opera che oggi consegna alla storia, un progetto che produce energia come 10 prefazione GERD: acqua che diventa energia, sviluppo e futuro Pietro Salini, CEO di Webuild

PREFAZIONE | 13 WEBUILD | IL SOGNO DI UNA NAZIONE 12 L’energia idroelettrica è oggi la prima fonte di energia rinnovabile al mondo e ha un ruolo chiave nella decarbonizzazione. Grazie ai progetti idroelettrici in corso nel mondo, Webuild contribuirà, con 14.000 MW di potenza installata, a fornire energia pulita e accessibile a oltre 23 milioni di persone e riducendo le emissioni di CO2 di 13 milioni di tonnellate l’anno. In Africa, come altrove, l’accesso all’energia non è solo una questione tecnologica, ma una condizione essenziale per lo sviluppo industriale, per l’istruzione, per la salute e per la dignità delle persone. L’acqua che scorre dal Nilo Azzurro, trasformata in elettricità, diventa così un ponte verso il futuro, capace di unire popoli e alimentare nuove opportunità. GERD è un’opera che resterà nella storia dell’ingegneria, ma soprattutto nella memoria di chi l’ha vista nascere e di chi, grazie ad essa, potrà immaginare un domani diverso. Per noi di Webuild, è un’ulteriore conferma che costruire infrastrutture sostenibili significa costruire futuro. Per noi di Webuild, guidare la realizzazione di quest’opera è stato un privilegio e una responsabilità. Abbiamo operato in un contesto complesso, in una delle regioni più remote del continente, portando infrastrutture, tecnologie e competenze dove prima c’erano solo strade sterrate e villaggi isolati. Abbiamo costruito non soltanto dighe e centrali elettriche, ma anche scuole, ospedali, strade e connessioni, un intero ecosistema a supporto dello sviluppo. Ecco perché GERD rappresenta ciò che sappiamo fare meglio: affrontare sfide ingegneristiche di scala mondiale, unendo eccellenza tecnica e capacità organizzativa. Questo, nel caso della diga etiope, ha significato deviare il corso del Nilo Azzurro, posare milioni di metri cubi di calcestruzzo, collocare turbine con una potenza installata di oltre 5.000 MW di energia pulita. GERD è infatti uno strumento prezioso per la transizione energetica etiope, ma anche di un continente intero.

WEBUILD | IL SOGNO DI UNA NAZIONE 14 • Vista da monte della diga principale durante la deviazione del Nilo Azzurro

WEBUILD | IL SOGNO DI UNA NAZIONE GERD. LA DIGA DEI RECORD • THE DAM OF RECORDS 16 17 • La diga principale con vista delle centrali idroelettriche

WEBUILD | IL SOGNO DI UNA NAZIONE capitolo 1 18

CAPITOLO 1 | GERD, LA DIGA DEL RINASCIMENTO ETIOPE WEBUILD | IL SOGNO DI UNA NAZIONE 20 CAP 2 | 21 • Addis Abeba Una volta a regime, l’energia prodotta permetterà all’Etiopia di raddoppiare la produzione nazionale e di esportare elettricità verso Sudan, Kenya, Gibuti e Tanzania L’Etiopia sta ridisegnando il proprio futuro puntando sull’acqua e sulla produzione di energia pulita. Forte di una rete di fiumi imponenti e di un potenziale idroelettrico stimato in oltre 45.000 megawatt, il Paese ha avviato e sostenuto negli ultimi decenni una strategia ambiziosa volta a trasformare le sue risorse naturali in energia pulita, accessibile ed esportabile. È una scommessa che si gioca tra ingegneria, politica e diplomazia, che ha già prodotto risultati tangibili, cambiando il volto di una nazione storicamente segnata dalla povertà energetica. Protagoniste di questa trasformazione sono le grandi dighe insieme agli impianti idroelettrici ad esse collegati. Progetti imponenti, tecnologicamente avanzati, che rispondono a una doppia esigenza: da un lato garantire l’accesso all’elettricità a una popolazione che sfiora ormai i 130 milioni di abitanti; dall’altro trasformare l’Etiopia in un hub energetico per l’intera regione dell’Africa orientale. Secondo i dati della Ethiopian Electric Power (EEP), nel 2024 il Paese ha superato i 5.300 MW di capacità installata, il doppio rispetto a dieci anni prima. Ma l’obiettivo è molto più ambizioso: raggiungere i 17.000 MW entro il 2037. Lo sviluppo energetico diventa così leva per la trasformazione industriale, la lotta alla povertà e la crescita dell’occupazione. Perché un Paese che controlla le sue risorse è un Paese che può scegliere meglio la via di sviluppo per il proprio futuro.

CAPITOLO 1 | GERD, LA DIGA DEL RINASCIMENTO ETIOPE WEBUILD | IL SOGNO DI UNA NAZIONE GERD. THE DAM OF RECORDS 22 23 Nel 2024 l’Etiopia ha superato i 5.300 MW di potenza installata, il doppio rispetto a 10 anni prima, ma l’obiettivo è raggiungere i 17.000 MW entro il 2037 • Vista da valle. Centrale idroelettrica sulla riva destra, sfioratore centrale e ponte sommitale della diga GERD, la diga del Rinascimento La punta di diamante di questo piano di sviluppo è proprio la Grand Ethiopian Renaissance Dam (GERD), ovvero il mega progetto infrastrutturale di cui fa parte la diga che, già nel suo stesso nome, si fa portatrice di una visione nazionale, quella del Grande Rinascimento Etiope che prende forma proprio dal raggiungimento di una sempre maggiore indipendenza energetica e dal desiderio di diventare il primo produttore africano di energia sostenibile. Con una capacità dell’invaso di 74 miliardi di metri cubi e una potenza installata di 5.150 megawatt (un valore paragonabile a quello di tre centrali nucleari di media grandezza), GERD è il più grande progetto idroelettrico africano e uno dei venti più grandi al mondo. La sua potenza energetica è tutta nelle due centrali idroelettriche posizionate ai piedi della diga e una volta a regime, l’energia prodotta permetterà all’Etiopia di raddoppiare la produzione nazionale e di esportare elettricità verso Paesi confinanti come Sudan, Kenya, Gibuti e Tanzania. Oltre al suo enorme potenziale energetico, GERD è anche un simbolo politico e culturale. La sua costruzione è stata infatti interamente finanziata dal governo e dalla popolazione etiope attraverso l’emissione e l’acquisizione di bond, senza il sostegno delle banche multilaterali. Una circostanza che racconta pienamente la volontà dell’Etiopia di prendere in mano il proprio destino e guardare sempre più ad un futuro di sviluppo.

24 25 CAPITOLO 1 | GERD, LA DIGA DEL RINASCIMENTO ETIOPE WEBUILD | IL SOGNO DI UNA NAZIONE

CAPITOLO 1 | GERD, LA DIGA DEL RINASCIMENTO ETIOPE WEBUILD | IL SOGNO DI UNA NAZIONE GERD. THE DAM OF RECORDS 26 27 • Il villaggio di Banza

CAPITOLO 1 | GERD, LA DIGA DEL RINASCIMENTO ETIOPE WEBUILD | IL SOGNO DI UNA NAZIONE GERD. THE DAM OF RECORDS CAP 2 | 28 29 • Addis Abeba

CAPITOLO 1 | GERD, LA DIGA DEL RINASCIMENTO ETIOPE WEBUILD | IL SOGNO DI UNA NAZIONE GERD. THE DAM OF RECORDS CAP 2 | 30 31 • Vista del bacino formato dalla diga e del Nilo Azzurro a valle della diga principale

CAPITOLO 1 | GERD, LA DIGA DEL RINASCIMENTO ETIOPE WEBUILD | IL SOGNO DI UNA NAZIONE GERD. THE DAM OF RECORDS CAP 2 | 32 33 • Il villaggio di Banza

34 WEBUILD | IL SOGNO DI UNA NAZIONE capITOLO 2

CAPITOLO 2 | GERD, OLTRE L’IMPOSSIBILE WEBUILD | IL SOGNO DI UNA NAZIONE 36 37 Alla fine di un viaggio lungo quattordici anni, oggi GERD è lì, possente e compiuta. Una muraglia da record mondiale che non solo ha imbrigliato il corso del Nilo Azzurro, ma ha anche trasformato radicalmente l’economia e le prospettive di un intero Paese. Infatti l’Etiopia è il secondo paese più popoloso dell’Africa, ma anche uno dei più poveri al mondo, chiamato ad affrontare sfide significative che vanno dalle inondazioni alle siccità ricorrenti. Un paese che tuttavia dispone di un enorme potenziale idrico, grazie soprattutto all’orografia e ai grandi fiumi che lo attraversano. Il Nilo Azzurro è uno di questi ed è proprio sul corso del Nilo Azzurro che è stata costruita GERD, non una semplice diga, ma un sistema integrato di opere. Il progetto, commissionato dalla Ethiopian Electric Power (EEP), ha previsto la realizzazione di due dighe: una principale, la Main Dam, alta 170 metri e lunga 1.800, una diga a gravità in calcestruzzo rullato compattato (RCC); e una secondaria, la Saddle Dam (diga di sella), lunga 5 km e alta 50 metri, costruita in rockfill con un paramento in calcestruzzo. La diga di sella ha una forma ad arco che la fa assomigliare a uno spicchio di luna immerso nelle colline etiopi, e ha il compito di chiudere una depressione naturale sulla sinistra del bacino, evitando la dispersione delle acque verso il Sudan. Bastano i numeri per dare senso e percezione alle dimensioni delle due dighe: per la Main Dam sono stati posati 10,7 milioni di metri cubi di RCC - calcetruzzo rullato compattato - mentre per la diga di sella si è arrivati a 15,3 milioni di rockfill. «Costruire la GERD – dichiara l’ingegnere Christian Fabio Capitanio, Senior Executive Vice President Operations ed Executive Director Sub Saharian Africa in Webuild – è stata un’impresa unica. Abbiamo deviato il corso del Nilo, costruito due dighe, creato un enorme lago artificiale e acceso un futuro nuovo per l’Etiopia». Il bacino che si è formato con la costruzione delle due dighe e che oggi alimenta le centrali idroelettriche ha una lunghezza lineare di 172 chilometri, si estende per 1.875 chilometri quadrati e ha una capienza di 74 miliardi di metri cubi di acqua. Annualmente si stima che il deflusso medio di acqua che passerà a valle della diga sarà pari a 50 miliardi di metri cubi. GERD non è una semplice diga ma un sistema integrato di opere GERD, la Grand Ethiopian Renaissance Dam, è una delle più complesse e grandiose opere infrastrutturali costruite negli ultimi anni nel mondo. Per conseguire l’obiettivo previsto dal progetto, ovvero dar vita a un impianto capace di raddoppiare la produzione di energia elettrica etiope, le dimensioni dell’intera opera sono state un fattore determinante. Dimensioni che hanno permesso al GERD di battere record mondiali e conquistare primati mai raggiunti prima nel continente africano. Il primo record è legato alle dimensioni stesse della Main Dam. La diga principale, alta 170 metri e lunga in cresta 1.800 metri, è la diga a gravità in RCC più grande per volume mai costruita in Africa. Nel continente il Gruppo Webuild ha realizzato altre dighe più alte di GERD, come GIBE III sul fiume Omo che raggiunge i 250 metri e al momento della sua inaugurazione era la diga più alta al mondo, ma l’altezza di GERD unita alla sua lunghezza in cresta le valgono comunque il record assoluto. Il secondo primato è stato raggiunto il 28 dicembre del 2014, quando le squadre al lavoro sulla Main Dam hanno messo a segno il record mondiale della maggior quantità di RCC posato in 24 ore, pari a 23.000 metri cubi. Un successo ottenuto a valle di una lunga preparazione, che testimonia non solo l’operosità, ma anche l’abilità ingegneristica e organizzativa del cantiere. RECORD #1 ALTA 170 METRI, LUNGA IN CRESTA 1.800 METRI, LA MAIN DAM È PER VOLUME LA DIGA A GRAVITÀ IN RCC PIÙ GRANDE D’AFRICA RECORD #2 IL CANTIERE DELLA MAIN DAM DETIENE IL RECORD MONDIALE DELLA MAGGIOR QUANTITÀ DI RCC POSATO IN 24 ORE, PARI A 23.000 METRI CUBI QR CODE SCAN D’AFRICA

38 39 CAPITOLO 2 | GERD, OLTRE L’IMPOSSIBILE WEBUILD | IL SOGNO DI UNA NAZIONE • La diga principale cos’è l’RCC? L’RCC (roller-compacted concrete ovvero calcestruzzo rullato compattato) è una particolare miscela di calcestruzzo a basso contenuto di cemento ed acqua, molto secco. A differenza del calcestruzzo tradizionale, non viene colato, ma steso a strati successivi e compattato meccanicamente, in modo simile a quanto avviene con i rilevati stradali e l’asfalto. Il suo utilizzo si è molto diffuso nella costruzione di dighe perché permette una maggiore velocità di costruzione assicurandone stabilità e durabilità della struttura.

CAPITOLO 2 | GERD, OLTRE L’IMPOSSIBILE WEBUILD | IL SOGNO DI UNA NAZIONE • Prime fasi di costruzione della diga con operazione di deviazione del Nilo Azzurro

CAPITOLO 2 | GERD, OLTRE L’IMPOSSIBILE WEBUILD | IL SOGNO DI UNA NAZIONE • Deviazione del fiume con utilizzo delle gallerie alla base e sul corpo della diga

44 45 CAPITOLO 2 | GERD, OLTRE L’IMPOSSIBILE WEBUILD | IL SOGNO DI UNA NAZIONE • La diga secondaria in rockfill con paramento in calcestruzzo

46 CAPITOLO 2 | GERD, OLTRE L’IMPOSSIBILE WEBUILD | IL SOGNO DI UNA NAZIONE Le centrali elettriche che accendono l’Etiopia Il compito di GERD è quello di generare energia elettrica sfruttando le acque del Nilo Azzurro. Ai piedi della Main Dam sono state così realizzate due centrali, una sulla sponda destra e l’altra sulla sponda sinistra del fiume. Le due centrali si compongono di 13 turbine Francis, con una potenza installata complessiva di 5.150 MW e una produzione prevista di 15.700 GWh/anno. La produzione di energia è iniziata già nel 2022, quando ancora il bacino non era riempito totalmente. Il progetto ha previsto infatti che due delle 13 turbine fossero alimentate da un livello più basso rispetto a quello definitivo e in questo modo, mentre il bacino continuava a riempirsi, l’impianto cominciava a dare i suoi ritorni economici producendo energia. DEVIARE UN FIUME, FAR NASCERE UN LAGO La deviazione del fiume è stata una delle attività più sfidanti. Per realizzare un bacino in grado di contenere una così enorme quantità d’acqua si è proceduto per fasi successive. Il riempimento dell’invaso ha richiesto anni, seguendo un ritmo controllato di accumulo: tra i 10 e i 15 miliardi di metri cubi d’acqua ogni stagione. Un’operazione complessa, monitorata costantemente anche per rispondere alle preoccupazioni dei paesi a valle, in particolare il Sudan e l’Egitto, che temevano una riduzione dei flussi del fiume. «L’acqua non viene mai trattenuta senza controllo – spiega l’ingegnere Christian Fabio Capitanio –. Dopo che le turbine generano energia, l’acqua turbinata viene infatti rilasciata a valle e riprende ad alimentare il corso del fiume». Scheda WEBUILD: UN LEADER PER L’ENERGIA PULITA La Grand Ethiopian Renaissance Dam, ovvero tutto il complesso sistema di opere che vanno dalle dighe alle centrali elettriche, è stata costruita dal Gruppo Webuild, leader nella costruzione di infrastrutture complesse e da quasi centoventi anni impegnato nella progettazione e realizzazione di impianti idroelettrici e dighe. Ad oggi, il Gruppo ha realizzato 318 impianti per una potenza installata complessiva pari a 53.659 MW, puntando così sull’idroelettrico che si conferma la prima fonte di energia rinnovabile al mondo. Tra il suo passato e il suo futuro, c’è la costruzione di grandi opere come la diga di Yacyretà in Argentina, la diga di Rogun (attualmente in costruzione in Tajikistan) e la diga di Koysha (attualmente in costruzione in Etiopia). Solo i progetti idroelettrici in corso di realizzazione da parte del Gruppo permetteranno l’installazione di 14.000 MW di potenza e garantiranno energia pulita e a basso costo a oltre 23 milioni di persone nel mondo. In particolare, nel Corno d’Africa, in Asia Centrale e in Australia, Webuild sta realizzando infrastrutture idroelettriche in grado di assicurare un abbattimento delle emissioni annue di CO2 pari a 13 milioni di tonnellate. 47 La Main Dam è alta 170 metri e lunga 1.800, mentre la Saddle Dam è lunga 5 km e alta 50 metri I progetti idroelettrici in corso di realizzazione da parte del Gruppo permetteranno di generare 14.000 MW di potenza e garantiranno energia pulita e a basso costo a oltre 23 milioni di persone nel mondo • Diga di Rogun

48 49 CAPITOLO 2 | GERD, OLTRE L’IMPOSSIBILE WEBUILD | IL SOGNO DI UNA NAZIONE • Vista da valle della diga principale e centrale idroelettrica sulla riva destra

50 51 CAPITOLO 2 | GERD, OLTRE L’IMPOSSIBILE WEBUILD | IL SOGNO DI UNA NAZIONE La prima sfida del progetto è stata quindi gestire il fiume stesso, perché il Nilo Azzurro, durante la stagione delle piogge, può raggiungereuna portata media di 8.000 metri cubi al secondo. La sua deviazione è stata quindi il frutto di un’opera di ingegno ma anche di audacia. «Abbiamo progettato un sistema di deviazione, che prevedeva lo spostamento del corso del fiume da una sponda all’altra in base alle necessità – prosegue. Abbiamo quindi scavato, consolidato le fondazioni e costruito l’infrastruttura passo dopo passo». I segreti tecnologici della diga Anche i giganti hanno i loro segreti. I segreti di GERD raccontano tutte le eccellenze tecniche e ingegneristiche che sono state messe al servizio dell’opera, dallo studio costante condotto sui materiali utilizzati nella costruzione ai sofisticati sistemi di monitoraggio dell’opera che, istante dopo istante, fotografano lo stato dell’impianto, la pressione e il livello dell’acqua, la tenuta del calcestruzzo, la funzionalità delle turbine, e ogni singolo ambito dell’opera. Un elemento unico è rappresentato dalla miscela del calcestruzzo rullato compattato utilizzata: la ricerca avanzata sulle miscele, che ha visto all’opera esperti a livello mondiale, ha permesso di aumentare notevolmente il tempo di presa del calcestruzzo, con notevoli benefici sulla produzione e la qualità dei materiali. I laboratori interni, coordinati da specialisti, hanno infatti sviluppato una formulazione con tempi di presa più lunghi e migliori performance meccaniche. L’eccellenza dei materiali utilizzati e la loro tenuta nel tempo è oggi oggetto dei test condotti attraverso sofisticati sistemi di monitoraggio che sono stati costruiti all’interno della diga, in quella fitta rete di tunnel che corre sotto milioni di tonnellate di RCC. • Cresta della diga principale e le due centrali ai piedi Il bacino formato con la costruzione delle dighe ha una lunghezza lineare di 172 chilometri e una capienza di 74 miliardi di metri cubi di acqua

CAPITOLO 2 | GERD, OLTRE L’IMPOSSIBILE WEBUILD | IL SOGNO DI UNA NAZIONE 53 GERD. LA DIGA DEI RECORD • THE DAM OF RECORDS 52 • Cilindri di prova dell’RCC Antonio Passarani Construction Manager di GERD QR CODE SCAN Scheda GENESI DI UN RECORD MONDIALE «La sfida che ci siamo trovati davanti all’inizio del progetto – racconta – era quella di dover produrre 10 milioni e 700 mila metri cubi di RCC e di doverlo posare mentre deviavamo il corso del Nilo Azzurro». In un’opera del genere velocità e organizzazione sono tutto. Caratteristiche che trovano il momento di massima espressione proprio alla fine del 2014, a pochi giorni dal Capodanno. «Una volta iniziata la produzione nel 2013 – prosegue Passarani – abbiamo cominciato a registrare i vari step dell’RCC prodotto, milione per milione, segnandoli su una lavagna in ufficio. Scrivere nero su bianco i risultati raggiunti è divenuto ben presto uno stimolo per fare meglio». E infatti passo dopo passo il cantiere affina il suo modello organizzativo e migliora le sue performance, fino al momento più importante. «Quando il sistema era già ben oliato – racconta il Construction Manager – abbiamo messo il nostro cronometro a zero e aspettato le 24 ore per vedere il risultato. All’alba del 28 dicembre del 2014, dopo un giorno intero di lavoro ininterrotto, abbiamo conquistato il record mondiale di posa di RCC per una diga». 28 dicembre del 2014. Antonio Passarani, Construction Manager di GERD per il Gruppo Webuild, lo ricorda come fosse oggi

54 55 CAPITOLO 2 | GERD, OLTRE L’IMPOSSIBILE WEBUILD | IL SOGNO DI UNA NAZIONE • Centrale idroelettrica di destra

57 CAPITOLO 2 | GERD, OLTRE L’IMPOSSIBILE WEBUILD | IL SOGNO DI UNA NAZIONE 56 Camminando nelle gallerie della Main Dam di scoprono così una serie di apparecchiature che analizzano ogni genere di movimento della struttura e verificano in tempo reale in che modo la stessa risponde alla pressione dell’acqua. Gli strumenti permettono, ad esempio, di analizzare la tenuta delle giunzioni dei diversi blocchi di calcestruzzo, ma anche di registrare millimetrici spostamenti del blocco diga. Attraverso pendoli iper sofisticati che dalla cresta della diga arrivano fino al fondo, le apparecchiature previste dal progetto permettono infatti di fotografare ogni minimo movimento. Tutti i movimenti così come tutte le sollecitazioni vengono non solo registrate, ma convogliate in un database contenuto all’interno della centrale di comando, un quartier generale operativo e tecnologico allestito presso l’office Engineering Building ai piedi della diga sulla sponda destra. Qui i dati vengono raccolti, catalogati e analizzati al fine di verificare in tempo reale le condizioni dell’opera. Sofisticati sistemi di monitoraggio allestiti all’interno dell’opera fotografano, istante dopo istante, lo stato dell’impianto • Scarico di fondo in funzione, centrale idroelettrica riva sinistra

59 CAPITOLO 2 | GERD, OLTRE L’IMPOSSIBILE WEBUILD | IL SOGNO DI UNA NAZIONE • Costruzione della parte bassa della diga principale Franco Cetrangolo Plant Manager di GERD QR CODE SCAN Scheda METTERE IN MOVIMENTO IL CANTIERE Motori che fanno camminare i veicoli, che alimentano il sistema di pompaggio e trattamento delle acque del fiume al servizio dei campi base, che assicurano energia per ogni attività del cantiere. Lo guida un italiano di nome Franco Cetrangolo, da anni nel Gruppo Webuild, e Plant Manager di GERD. «In piena produzione – racconta Cetrangolo – considerando solo le macchine più importanti, abbiamo superato i 5.500 asset». Il Plant è quindi diviso in varie sezioni, produzione calcestruzzi, impianti di distribuzione, dai motori alle gomme fino agli impianti elettrici e alla carrozzeria dei mezzi. «Qui siamo lontani da tutto – prosegue Cetrangolo – e alle volte ricevere un pezzo è praticamente impossibile. Ci siamo quindi organizzati per costruire da soli quanto necessario». Nei momenti di picco al Plant hanno lavorato oltre 1.200 persone per assicurare il funzionamento di 450 tra pickup, minibus, ambulanze, e 120 macchine tra bulldozer, escavatori, e macchinari vari, giganti dal peso operativo che supera anche le 60 tonnellate. Nella cittadina operosa di GERD, il Plant è il luogo dove ogni genere di macchinario prende vita 58

60 CAPITOLO 2 | GERD, OLTRE L’IMPOSSIBILE WEBUILD | IL SOGNO DI UNA NAZIONE 61 Il cuore pulsante di un continente che cambia GERD è molto più di una diga. È il simbolo di una trasformazione epocale. Un progetto che ha messo in moto una nazione, creando lavoro, energia, sviluppo. «Ogni giorno in cantiere è una storia. Una sfida, una scoperta, una conquista – conclude l’ingegnere Capitanio. Abbiamo costruito GERD, ma soprattutto abbiamo contribuito a infondere fiducia, futuro e identità a un popolo e a una nazione». Il risultato è un’opera divenuta motivo di orgoglio nazionale. • Lorem ipsum color dida Le due centrali idroelettriche si compongono di 13 turbine Francis, con una potenza installata complessiva di 5.150 MW e una produzione prevista di 15.700 Gwh/anno, equivalente a tre centrali nucleari di medie dimensioni Piano macchine

63 CAPITOLO 2 | GERD, OLTRE L’IMPOSSIBILE WEBUILD | IL SOGNO DI UNA NAZIONE • Provini di calcestruzzo Scheda IL LABORATORIO «La missione del laboratorio è prima di tutto quella di studiare, testare e implementare tutti i materiali utilizzati per la costruzione delle dighe in tutti i cantieri del progetto». Amanu Esmetu è Laboratory Manager di GERD, un etiope che da 30 anni lavora nei cantieri del Gruppo Webuild in Etiopia, e che guida una squadra composta da 230 persone. Il loro è un compito molto complesso, perché il Laboratorio di GERD ha la responsabilità di testare tutti i materiali prima che vengano utilizzati in cantiere. «Per quanto riguarda il calcestruzzo – spiega Amanu Esmetu – abbiamo molte scadenze per fare tutti i test, dai 7 giorni fino ai 365 giorni. Il calcestruzzo viene confezionato in provini di diversa forma da cilindrica a prismatica o cubica, che vengono tenuti in grandi vasche piene d’acqua di cui giornalmente viene monitorata la condizione rispetto alle variazioni climatiche esterne». Testare il cemento che poi dovrà andare a costituire l’RCC della Main Dam è solo una parte delle lavorazioni del Laboratorio dove ogni materiale è sottoposto ad analisi quotidiane, a cominciare dall’acciaio per arrivare all’acqua. La missione è studiare, testare e implementare tutti i materiali che saranno poi utilizzati Amanu Esmetu Laboratory Manager di GERD QR CODE SCAN 62

64 65 CAPITOLO 2 | GERD, OLTRE L’IMPOSSIBILE WEBUILD | IL SOGNO DI UNA NAZIONE • Vista posteriore della diga principale e del bacino

66 67 CAPITOLO 2 | GERD, OLTRE L’IMPOSSIBILE WEBUILD | IL SOGNO DI UNA NAZIONE • Vista da monte della diga principale con dettaglio delle paratoie di chiusura

68 69 CAPITOLO 2 | GERD, OLTRE L’IMPOSSIBILE WEBUILD | IL SOGNO DI UNA NAZIONE • La diga di sella, dettaglio del paramento in calcestruzzo

5.150 MW -–-–-–- Potenza installata GERD in numeri 15.700 GWh -–-–-–- Energia annua prodotta 1.800 m -–-–-–- Lunghezza della cresta della diga principale ~10,7 Mln m3 -–-–-–- Volume della diga principale 170 m -–-–-–- Altezza diga principale 1,3 Mln -–-–-–- Ton di CO2/anno evitate con impianto operativo Somalia Djibouti Eritrea Sudan Nilo Azzurro South Sudan Kenya ETIOPIA ADDIS ABEBA GERD

72 WEBUILD | IL SOGNO DI UNA NAZIONE capITOLO 3

CAPITOLO 3 | SULLE SPALLE DEGLI UOMINI WEBUILD | IL SOGNO DI UNA NAZIONE 74 Prima ancora delle sue eccellenze tecnologiche e della sua eredità in termini di sviluppo economico ed energetico, la storia di GERD è la storia delle donne e degli uomini che hanno preso parte al progetto. Chi l’ha pensato, chi l’ha progettato, chi l’ha costruito, chi ha garantito tutti quei servizi che hanno permesso a un maxi-cantiere di trasformarsi in una piccola città operosa. GERD è infatti anche un’impresa sociale. Per costruire l’opera, Webuild ha dato vita a una vera città nel nulla: villaggi, campi abitativi, servizi, infrastrutture logistiche, strutture sanitarie, scuole. «Quando siamo arrivati non c’era niente – ricorda l’ingegnere Capitanio. Oggi esiste una vera comunità, con servizi, scuole, attività commerciali, artigiani, ristoranti, e oltre 25.000 lavoratori coinvolti nel progetto, con picchi anche di 10.000 persone in contemporanea». L’infrastruttura logistica è imponente: tre mense, un club, una piscina, campi da calcetto e da tennis, ma anche un ospedale, due cliniche mediche attrezzate, una scuola, una pista di atterraggio costruita ex novo, una fabbrica per produrre l’injera, il piatto tipico etiope, oltre a connessioni internet satellitari per i lavoratori. Tutto parte nel 2011, quando le prime attività prendono il via in quella che al tempo era un’area disabitata e inospitale. Il primo passo è stato quindi creare un collegamento con il resto del Paese. Per questo le squadre al lavoro hanno costruito una rete di strade per raggiungere il cantiere, la pista di atterraggio per collegamenti rapidi con la capitale Addis Abeba e due ponti per unire le sponde del fiume e così muoversi agevolmente da una spalla all’altra della futura diga. Contestualmente alla costruzione della rete viaria, cominciano a prendere forma i campi dove possono alloggiare i lavoratori impegnati nei cantieri. Nei momenti di picco i campi ospitano fino a 10.000 persone contemporaneamente. Sono nati così tre diversi campi: il Local Camp e il Senior Camp a valle, rispettivamente dedicati GERD è un’impresa sociale. Nei suoi cantieri hanno lavorato complessivamente oltre 25.000 persone, di cui oltre il 95% di origine etiope

CAPITOLO 3 | SULLE SPALLE DEGLI UOMINI WEBUILD | IL SOGNO DI UNA NAZIONE 76 77 THE DREAM OF A NATION agli operai e ai capi squadra con maggiore esperienza, e il Permanent Camp, costruito invece su una collina che domina la diga e il lago e destinato a ospitare gli espatriati e successivamente gli operatori dell’impianto. Delle 25 mila persone che hanno alloggiato complessivamente nei campi e preso parte alla costruzione della diga, oltre il 95% proveniva dall’Etiopia e in particolare dalle comunità locali. Accanto alla costruzione delle strade, è stato realizzato un impianto di gestione e trattamento delle acque del Nilo Azzurro. Le acque del fiume sono state raccolte all’interno di due grandi vasche e, da qui, sottoposte a una serie di interventi di trattamento prima di essere pompate da un lato agli impianti e alle macchine di cantiere, e dall’altro all’interno delle abitazioni. L’acqua è un bene essenziale così come l’istruzione. E così per i bambini che negli anni del cantiere hanno vissuto nel campo insieme alle loro famiglie è stata organizzata una scuola, con lezioni tenute da insegnanti che hanno garantito l’istruzione primaria per i più piccoli. Un ospedale, cliniche e assistenza sanitaria per tutti In un’area così isolata, dove la natura è madre ma anche matrigna, è stato fin dall’inizio essenziale assicurare un servizio sanitario per le migliaia di persone impegnate nel cantiere. Data la distanza dell’area da centri attrezzati con strutture sanitarie, Webuild ha messo in piedi un sistema sanitario che, oltre ad assistere i lavoratori, è stato aperto anche agli abitanti delle zone limitrofe. Sono stati costruiti un ospedale centrale e due cliniche satelliti. • Il villaggio di Banza Il cantiere è stato trasformato in una piccola città con spazi ricreativi, una scuola, un ospedale, una fabbrica alimentare

78 79 CAPITOLO 3 | SULLE SPALLE DEGLI UOMINI WEBUILD | IL SOGNO DI UNA NAZIONE • La scuola all’interno del campo

80 81 CAPITOLO 3 | SULLE SPALLE DEGLI UOMINI WEBUILD | IL SOGNO DI UNA NAZIONE Scheda INJERA PER TUTTI Oltre a sostenere i bisogni alimentari, alcuni cibi concorrono a definire l’identità di un popolo. E in Etiopia, prima ancora che il piatto arrivi a tavola, è il profumo dell’injera ad annunciare il pasto. L’injera è infatti molto più di un semplice alimento, ma un simbolo di comunità e tradizione. Il piatto nazionale etiope si presenta come una grande crespella dal colore grigio chiaro, fatta con la farina di teff, un cereale antico che cresce negli altipiani del Paese. Proprio la difficoltà di trovare un’injera di qualità nelle zone del cantiere, ha convinto Webuild a lanciare un altro ambizioso progetto: la realizzazione di una fabbrica dell’injera, capace di soddisfare il fabbisogno del cantiere garantendo però i più alti livelli qualitativi del prodotto. La fabbrica apre così nel 2021 e al suo interno arrivano a lavorare 84 persone, tutti etiopi, tutti esperti delle varie fasi di preparazione, lavorazione e cottura dell’injera. «Ogni giorno – spiega Hilina Dagne, una delle impiegate dell’Administration Office di GERD che ha seguito il progetto – la fabbrica è in grado di produrre in media oltre 6.500 injera, con picchi che sono arrivati anche a 10.000. Si calcola infatti che ogni anno siano state prodotte fino a 3 milioni di injera. A coordinare tutte le lavorazioni ci sono un capo cuoco, vero detentore della ricetta originaria dell’alimento, e un supervisore generale che si occupa di assicurare la qualità del prodotto». L’injera, molto più di un semplice alimento, un simbolo di comunità e tradizione • La fabbrica di injera Hilina Dagne Impiegata dell’Administration Office di GERD QR CODE SCAN

82 83 CAPITOLO 3 | SULLE SPALLE DEGLI UOMINI WEBUILD | IL SOGNO DI UNA NAZIONE • La fabbrica di injera

85 CAPITOLO 3 | SULLE SPALLE DEGLI UOMINI WEBUILD | IL SOGNO DI UNA NAZIONE 84 L’ospedale, con 20 posti letto, sei ambulanze e uno staff di 71 persone, è operativo 24 ore su 24, con personale medico, altamente specializzato, che ha gestito cure d’emergenza oltre che attività di prevenzione e consulenza per malattie gravi come HIV e tubercolosi. Il personale ha inoltre organizzato campagne vaccinali collaborando a stretto contatto con le autorità sanitarie locali per garantire la tutela della salute di tutta la comunità. Negli anni tutti i centri medici collegati al progetto GERD hanno fornito cure gratuite a migliaia di persone, vedendo crescere il numero di pazienti e di prestazioni, con migliaia di consulti e test di laboratorio effettuati a beneficio dei lavoratori e delle comunità. Alla consegna del progetto GERD tutte le strutture mediche realizzate vengono trasferite al Ministero della Salute etiope, un’altra importante eredità del progetto. • Il campo permanente per gli operatori Alla consegna del progetto tutte le strutture mediche vengono trasferite al Ministero della Salute etiope • L’ospedale

86 87 CAPITOLO 3 | SULLE SPALLE DEGLI UOMINI WEBUILD | IL SOGNO DI UNA NAZIONE • Il campo base

88 89 CAPITOLO 3 | SULLE SPALLE DEGLI UOMINI WEBUILD | IL SOGNO DI UNA NAZIONE

90 91 CAPITOLO 3 | SULLE SPALLE DEGLI UOMINI WEBUILD | IL SOGNO DI UNA NAZIONE

92 WEBUILD | IL SOGNO DI UNA NAZIONE capITOLO 4

CAPITOLO 4 | AI CONFINI DEL MONDO WEBUILD | IL SOGNO DI UNA NAZIONE 94 CAP 2 | 95 C’è un angolo remoto d’Africa, nascosto tra montagne verdi e valli profonde, dove il tempo sembra scorrere al ritmo del fiume. È qui, nella regione etiope di BenishangulGumuz, che il Nilo Azzurro comincia a prendere la sua forma maestosa, prima di piegare verso nord e attraversare il Sudan. Ed è qui, nel cuore di una delle aree più isolate del continente, che sorge la Grand Ethiopian Renaissance Dam (GERD). La regione si estende lungo il confine occidentale dell’Etiopia, a oltre 700 chilometri dalla capitale Addis Abeba. Un tempo difficilmente accessibile, Benishangul-Gumuz era conosciuta più per le sue foreste vergini e i villaggi sparsi che per qualsiasi traccia di infrastruttura. Le strade erano poche, spesso stagionali, e attraversavano paesaggi selvaggi dove si alternano altopiani, gole profonde e pianure alluvionali. È qui che Webuild ha dovuto costruire non solo una diga, ma una rete di vie di comunicazione, pista di atterraggio e centri logistici, riscrivendo i confini di un territorio finora ai margini dello sviluppo. Il Nilo Azzurro nasce presso il lago Tana, proprio da queste terre, serpeggiando tra colline ricoperte di vegetazione lussureggiante. L’area è caratterizzata da un clima tropicale umido, con stagioni delle piogge intense che alimentano il fiume e le sue ramificazioni. La vegetazione è rigogliosa: si alternano boschi di acacie, piante di caffè selvatico, alberi di ficus, bananeti e aree di savana arbustiva. Una biodiversità che ospita una fauna sorprendente: scimmie, babbuini, antilopi, coccodrilli, una grande varietà di uccelli tropicali e perfino leopardi. • Vista del Nilo Azzurro La regione di Benishangul-Gumuz si estende lungo il confine occidentale dell’Etiopia, a oltre 700 chilometri dalla capitale Addis Abeba

97 CAPITOLO 4 | AI CONFINI DEL MONDO WEBUILD | IL SOGNO DI UNA NAZIONE Scheda Nei cieli Il Capitano Panayotis Antipas vola da 30 anni sui cieli d’Africa. Una lunga esperienza che dal 2018 ha messo al servizio di Webuild, quando il Gruppo ha acquistato il Cesna C 208 per aprire un canale diretto, sicuro e veloce tra la capitale etiope, Addis Abeba, e il cantiere di GERD. Da allora l’aereo trasporta principalmente personale impegnato nei cantieri del Gruppo, a GERD così come a Koysha, dove è in corso la costruzione di un’altra grande diga, riducendo così in modo considerevole i tempi di viaggio. «Adesso – racconta il Capitano Panayotis Antipas – facciamo tre, quattro viaggi a settimana, ma nei momenti di picco del cantiere assicuravamo anche un viaggio al giorno». Arrivato a GERD l’aereo atterra sulla GERD landing strip, una pista d’atterraggio costruita proprio dal cantiere e omologata per gli aerei di piccole dimensioni e dal peso contenuto, proprio quei velivoli che viaggiano tradizionalmente sui cieli africani. «Il tempo è molto importante per questo genere di aerei – commenta il Capitano – perché l’aereo non è pressurizzato, vola a un’altitudine non superiore ai 4mila metri ed è quindi costretto a passare attraverso le nuvole. Per questo quando partiamo da Addis Abeba studiamo con attenzione le condizioni atmosferiche, e una volta verificato il tempo in volo siamo pronti per il decollo». Panayotis Antipas Capitano del Cesna C 208 QR CODE SCAN 96 Arrivato a GERD l’aereo atterra sulla GERD landing strip, una pista d’atterraggio costruita dal cantiere

CAPITOLO 4 | AI CONFINI DEL MONDO WEBUILD | IL SOGNO DI UNA NAZIONE GERD. THE DAM OF RECORDS 98 La popolazione locale è composta da una moltitudine di gruppi etnici, ognuno con le proprie lingue, tradizioni e abitudini, dai pescatori che vivono del Nilo ai cercatori d’oro che setacciano le sue spiagge fino ai pastori di capre. La coltivazione del mais, del sorgo, del sesamo e del caffè è diffusa, mentre nei pressi del fiume si sviluppano orti irrigui e piccole piantagioni. La presenza della diga ha portato profondi cambiamenti: nuovi villaggi, scuole, presidi sanitari, impieghi per migliaia di persone, infrastrutture che non esistevano prima. Il primo punto d’approdo a questa terra misteriosa è la “landing strip”, una pista d’atterraggio lunga non più di un chilometro e accessibile solo ad aerei di piccole dimensioni e di peso contenuto. Per questo Webuild ha acquistato un aereo Cesna che da anni mette a disposizione del cantiere, organizzando viaggi giornalieri da Addis Abeba a GERD per trasportare il personale. Una volta atterrati sulla “landing strip” si sale a bordo di un pickup seguendo le strade che costeggiano prima la Saddle Dam, la diga di sella lunga 5 chilometri, e poi sbucano ai piedi della Main Dam, la diga principale che domina la vallata del Nilo. Tra luglio e settembre le piogge cadono copiose e la natura è rigogliosa. Il pickup attraversa la savana, mentre alcune scimmie curiose lo seguono con lo sguardo sedute sul ciglio della strada. Il Nilo si percepisce prima dall’aria, che diventa più umida e densa, poi il pickup attraversa uno dei due ponti costruiti a valle della diga per assicurare il transito dei mezzi da una spalla all’altra della diga, e il fiume si mostra in tutta la sua potenza. A valle le acque scorrono veloci verso Nord, il Sudan e dopo ancora l’Egitto; a monte la muraglia di calcestruzzo assomiglia a un’astronave atterrata da chissà quale pianeta. 99 La popolazione locale è composta da una moltitudine di gruppi etnici, ognuno con le proprie lingue, tradizioni e abitudini • Il bacino

101 CAPITOLO 4 | AI CONFINI DEL MONDO WEBUILD | IL SOGNO DI UNA NAZIONE 100 Il pickup prosegue il suo corso passando in rassegna i campi dove dormono gli operai e i tecnici esperti. Sul ciglio della strada si intravede la banca, aperta affinché ogni lavoratore abbia un conto corrente dove ricevere lo stipendio, e qualche piccolo market dove acquistare bevande, snack e altri generi di prima necessità. Il cantiere garantisce tutto il resto: il cibo nelle mense, le cure nelle cliniche e nell’ospedale, la formazione nelle aule dedicate. La diga domina l’orizzonte, mentre cavi dell’alta tensione attraversano la vallata appesi su tralicci alti come palazzi e finiscono nella sottostazione elettrica, un reticolo di linee e tralicci che occupa una superficie superiore a quella di diversi campi da calcio. Qui l’energia prodotta dalle centrali elettriche di GERD viene trasformata allo stesso livello di tensione, prima di partire per un lungo viaggio che la porterà fino alla capitale Addis Abeba. Alle spalle la valle del Nilo e all’orizzonte, dove si stagliano i profili delle ultime montagne, il Sudan. Il confine è così vicino che sembra di vederlo disegnato in cielo e proprio questo conferisce alla regione una rilevanza geopolitica importante. I rapporti tra Etiopia e Sudan hanno vissuto stagioni e momenti alterni, tra collaborazione e tensione, in parte anche per la gestione delle acque del Nilo. • Sottostazione 500 KV Inizia da qui il lungo viaggio dell’energia prodotta dalle centrali idroelettriche di GERD fino alla capitale Addis Abeba

102 103 CAPITOLO 4 | AI CONFINI DEL MONDO WEBUILD | IL SOGNO DI UNA NAZIONE • Sottostazione 500 KV

CAPITOLO 4 | AI CONFINI DEL MONDO WEBUILD | IL SOGNO DI UNA NAZIONE 105 GERD. LA DIGA DEI RECORD • THE DAM OF RECORDS 104 Ma sul campo, nei cantieri e nei villaggi attorno alla diga, la cooperazione tra etiopi e sudanesi è quotidiana. L’energia che GERD produrrà servirà anche i Paesi confinanti, legando il destino di questa terra selvaggia a quello di un’intera regione. Oggi Benishangul-Gumuz non è più solo un punto lontano sulla mappa dell’Etiopia. È il cuore pulsante di una trasformazione che parte dall’acqua e arriva alla luce. Dove prima c’erano silenzio e distanza, ora ci sono turbine, lavoro e connessioni. E un fiume, il Nilo Azzurro, testimone non più solo delle meraviglie della natura, ma anche delle prodezze dell’uomo e della sua ostinata voglia di riscrivere il futuro.

106 107 CAPITOLO 4 | AI CONFINI DEL MONDO WEBUILD | IL SOGNO DI UNA NAZIONE • La diga di sella e la pista d’atterraggio

108 109 CAPITOLO 4 | AI CONFINI DEL MONDO WEBUILD | IL SOGNO DI UNA NAZIONE • La deviazione del fiume

110 111 CAPITOLO 4 | AI CONFINI DEL MONDO WEBUILD | IL SOGNO DI UNA NAZIONE • Sfioratore

CAPITOLO 5 112 WEBUILD | IL SOGNO DI UNA NAZIONE

CAPITOLO 5 | WEBUILD IN ETIOPIA: 70 ANNI AL SERVIZIO DEL PAESE WEBUILD | IL SOGNO DI UNA NAZIONE 114 CAP 2 | 115 • Addis Abeba Sono 30 le opere completate da Webuild in Etiopia, molte delle quali essenziali per trasformare il Paese in un hub strategico per l’energia pulita in Africa La storia di Webuild in Etiopia ha inizio alla fine degli anni Cinquanta, in un contesto profondamente diverso da quello attuale. Al tempo, l’Etiopia era una nazione che cercava di affrancarsi da una lunga stagione di arretratezza infrastrutturale, costruendo le sue prime importanti opere a cominciare da strade, ponti e piccoli impianti per la distribuzione dell’acqua. Fin da allora, il Paese e la classe politica che l’ha governato, hanno sviluppato una visione di lungo periodo che interpretava le infrastrutture come un volano per la crescita economica, sociale e culturale. Di quella visione Webuild è stato capofila e sostenitore, mettendo le sue competenze ed eccellenze ingegneristiche al servizio di grandi progetti capaci di aprire al Paese una strada verso il futuro. Ad oggi sono 30 le opere completate da Webuild in Etiopia, quasi tutte nel settore dell’energia idroelettrica, essenziali per trasformare il Paese in un hub strategico per l’energia pulita in Africa.

116 117 CAPITOLO 5 | WEBUILD IN ETIOPIA: 70 ANNI AL SERVIZIO DEL PAESE WEBUILD | IL SOGNO DI UNA NAZIONE • Gibe III

CAPITOLO 5 | WEBUILD IN ETIOPIA: 70 ANNI AL SERVIZIO DEL PAESE WEBUILD | IL SOGNO DI UNA NAZIONE GERD. THE DAM OF RECORDS 118 119 GERD e Koysha sono le opere più recenti di una lunga storia di dighe e impianti idroelettrici costruiti per assicurare l’indipendenza energetica al Paese • La diga di Koysha Koysha, la nuova diga sul fiume Omo Nel sud-ovest dell’Etiopia, lungo le sponde del fiume Omo, il Gruppo Webuild è impegnato nella costruzione di un’altra grande opera destinata ad aprire una nuova era per il Paese: la diga di Koysha, il secondo più grande progetto idroelettrico in Etiopia dopo GERD. Come GERD, Koysha è una diga in RCC (roller-compacted concrete) alta 190 metri, con una lunghezza della cresta di circa 1 chilometro e un bacino che raggiungerà 6 miliardi di metri cubi d’acqua. Il progetto prevede l’installazione di sei turbine Francis da 300 MW ciascuna per una potenza complessiva di 1.800 MW, in grado di generare circa 6.460 GWh/anno, con un conseguente taglio di un milione di tonnellate di CO2. Una volta operativo, l’impianto contribuirà significativamente all’obiettivo etiope di aumentare la capacità di generazione del Paese da 5.300 MW nel 2024 a oltre 17.000 entro il 2037. La produzione aggiuntiva assicurata da Koysha consentirà infatti all’Etiopia di ridurre il deficit energetico interno e rafforzare la capacità di esportare energia ai Paesi vicini (Gibuti, Kenya, Tanzania, Sudan).

CAPITOLO 5 | WEBUILD IN ETIOPIA: 70 ANNI AL SERVIZIO DEL PAESE WEBUILD | IL SOGNO DI UNA NAZIONE CAP 6 | 120 121 • Gibe III durante il completamento dello sfioratore e invaso in corso Il sistema Gibe Koysha è parte di un complesso e imponente sistema idroelettrico realizzato lungo il fiume Omo. Qui il Gruppo ha progettato e costruito una sequenza di opere: Gigel-Gibe I, Gibe II, Gibe III e ora Koysha. Insieme, questi impianti costituiscono un sistema integrato che garantisce continuità alla produzione e alla distribuzione energetica nel sud del Paese. Tra questi, sicuramente il più significativo è Gibe III, una delle più importanti dighe etiopi, capace – al momento della sua inaugurazione – di aumentare dell’85% la produzione di energia nel Paese. Quando nel dicembre del 2016 la diga entrò in funzione era, con i suoi 250 metri di altezza, la diga in RCC più alta del mondo.

122 CAPITOLO 5 | WEBUILD IN ETIOPIA: 70 ANNI AL SERVIZIO DEL PAESE WEBUILD | IL SOGNO DI UNA NAZIONE 123 • Beles Multipurpose Project Il modello Beles Nel nord-ovest dell’Etiopia, Webuild ha dato vita a un’altra grande opera: il Beles Multipurpose Project. Completato nel 2010, al momento della sua inaugurazione Beles è stato il più grande impianto idroelettrico sotterraneo del Paese. Con una galleria di adduzione lunga quasi 12 km, una centrale scavata nella roccia e una galleria di restituzione di 7 km, il progetto ha richiesto tecnologie avanzate e competenze di alto livello. L’impianto, con 460 MW di potenza installata, è stato progettato per sfruttare le acque del Lago Tana e restituirle al fiume Beles, con una produzione annua media di elettricità di circa 1.720 GWh.

125 CAPITOLO 5 | WEBUILD IN ETIOPIA: 70 ANNI AL SERVIZIO DEL PAESE WEBUILD | IL SOGNO DI UNA NAZIONE 124 Acqua e resilienza urbana La storia di Webuild in Etiopia è anche una storia di acqua potabile. Tra gli anni Sessanta e Novanta, il Gruppo ha costruito infrastrutture fondamentali per Addis Abeba, come la diga di Legadadi. Oggi, le acque trattate nel bacino di Legadadi compiono un viaggio di circa 30 chilometri per arrivare alla capitale, dove rappresentano una importante fonte di approvvigionamento idrico per la città. Il bacino ha infatti una capacità di 40 milioni di metri cubi, mentre l’impianto di potabilizzazione è in grado di trattare fino a 50.000 metri cubi di acqua al giorno. Le acque trattate nel bacino di Legadadi compiono un viaggio di 30 chilometri per arrivare ad Addis Abeba e rappresentano un’importante fonte di approvvigionamento idrico per la capitale

126 127 CAPITOLO 5 | WEBUILD IN ETIOPIA: 70 ANNI AL SERVIZIO DEL PAESE WEBUILD | IL SOGNO DI UNA NAZIONE • La diga di sella

128 129 CAPITOLO 5 | WEBUILD IN ETIOPIA: 70 ANNI AL SERVIZIO DEL PAESE WEBUILD | IL SOGNO DI UNA NAZIONE • La diga principale

130 131 CAPITOLO 5 | WEBUILD IN ETIOPIA: 70 ANNI AL SERVIZIO DEL PAESE WEBUILD | IL SOGNO DI UNA NAZIONE • La diga principale e il bacino

Coordinamento del progetto Corporate Identity, Communication and Institutional Affairs, Webuild Group Crediti Webuild Image Library Fotografia Filippo Vinardi per Webuild Concept grafico PRC - Promozione, Ricerche, Consulenze Stampa PRC - Promozione, Ricerche, Consulenze Edizione Settembre 2025 www.webuildgroup.com www.webuildvalue.com Seguiteci

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